Che cosa è una diagnosi energetica

Viene definita Diagnosi Energetica la procedura sistematica volta a fornire un’adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico di un edificio o gruppo di edifici, di un’attività o impianto industriale o di servizi pubblici o privati, ad individuare e quantificare le opportunità di risparmio energetico sotto il profilo costi-benefici e riferire in merito ai risultati.
Questo disposto non vuole altro che definire una conforme diagnosi energetica quale documento redatto secondo i dettami delle Norme UNI CEI TR 11428 e UNI CEI EN 16247-1-2-3-4.

 

PREMESSA

 

Il Decreto 4 Luglio 2014 n. 102 ovvero “Attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica“ riguarda la strategia ai fini dell’obiettivo nazionale indicativo di risparmio energetico cui concorrono le misure inserite nello stesso. L’obiettivo consiste nella riduzione, entro l’anno 2020, di 20 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (TEP) dei consumi di energia primaria, pari a 15,5 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio di energia finale, conteggiati a partire dal 2010 in coerenza con la strategia energetica nazionale.

Oltre a promuovere l’efficienza energetica negli edifici e nei processi produttivi il decreto prevede all’Art. 8 l’obbligatorietà per determinati soggetti di munirsi di “DIAGNOSI ENERGETICA” condotta da società di servizi energetici (ESCO o ESPCO) , esperti in gestione dell’energia (EGE) o auditor energetici e da ISPRA relativamente allo schema volontario EMAS, nei siti produttivi localizzati sul territorio nazionale entro il 5/12/2015 e successivamente ogni 4 anni.

I soggetti obbligati sono riassumibili nelle grandi Imprese e nelle imprese a forte consumo di energia (individuati da Decreto 83 2012 ) ovvero:


– Grandi imprese: impresa che occupa più di 250 persone o il cui fatturato supera i 50 milioni di € o il cui totale di bilancio annuo supera i 43 milioni di €.


– Imprese a forte consumo di energia: “Sono imprese a forte consumo di energia le imprese per le quali, nell’annualità di riferimento, si sia verificata una delle seguenti condizioni:


a) abbiano utilizzato, per lo svolgimento della propria attività, almeno 2,4 GWh di energia elettrica oppure almeno 2,4 GWh di energia diversa dall’elettrica;

b) il rapporto tra il costo effettivo del quantitativo complessivo dell’energia utilizzata per lo svolgimento della propria attività, determinato ai sensi dell’art. 4, e il valore del fatturato, determinato ai sensi dell’art. 5, non sia risultato inferiore al 2%”.

L’obbligo di diagnosi non si applica alle grandi imprese che hanno adottato di gestione conformi EMAS e alle norme ISO 5001 o EN ISO 14001, a condizione che il sistema di gestione in questione includa un audit energetico (sostanzialmente una diagnosi energetica in veste diversa ) realizzato in conformità all’allegato 2 del Decreto 102.
I risultati delle diagnosi energetiche vanno comunicati e trasmessi all’ENEA e all’ISPRA che ne cura la conservazione entro il 5/12/2015.

La grande novità inserita riguardo la verifica ovvero le Diagnosi Energetiche verranno valutate e registrate da ENEA che valutandone esistenza e bontà definirà l’ottemperamento da parte del soggetto obbligato o meno.
A tal proposito il decreto definisce delle ammende:

  • 
Mancata diagnosi energetica entro dicembre 2015 ammenda dai 4.000 ai 40.000 € con l’obbligo di redigerla e inviarla entro i termini stabiliti
  • Errata diagnosi energetica e quindi non redatta in conformità a quanto previsto ammenda dai 2.000 ai 20.000 € con l’obbligo di redigerla e inviarla entro i termini stabiliti